Fonte: fcinternews.it

Alla vigilia di Inter-Chievo parla Andrea Stramaccioni. Un match delicato quello di domani sera al Meazza, che dovrà riconsegnare all’Inter convinzione e punti. Senza gli squalificati Guarin e Chivu, oltre agli infortunati Samuel, Mudingayi, Obi e Castellazzi, il tecnico nerazzurro potrà però contare sul recupero di qualche ‘pezzo da 90’ come Milito. Ad Appiano presente anche FcInterNews, che vi riporta le parole dell’allenatore.

Il Chievo col cambio di allenatore ha fatto bene, anche con la Juventus se l’è giocata… 
“Ma sì, anche all’andata con un altro allenatore ha dimostrato di essere organizzato. Corini ha ritrovato continuità, se l’è giocata fino all’ultimo con la Juventus, ha vinto a Roma. Va certamente rispettato”.

Col cambio tattico a settembre aveva dato un’identità. La difesa a 4 domani sarà dettata solo dalle assenze o c’è altro?
“C’è un discorso di base che va al di là del sistema di gioco, e cioè dobbiamo tornare ad essere protagonisti della partita, tornare ad essere una squadra come quella che era arrivata ad un punto dal primo posto. Tornare a ragionare da grande squadra. Il nostro passaggio tattico, il primo, quello con la difesa a 3, ci ha portato dei vantaggi. Adesso la rosa è definita, sono arrivati calciatori nuovi e abbiamo recuperato con continuità Stankovic e Chivu, rientra Milito che a gennaio non è stato disponibile. Il cambio di modulo segue un’idea più importante. La gara di Siena rappresenta una specie di punto dove dire basta, torniamo a fare l’Inter. E lo pensa la nostra voglia, lo penso, il presidente. Abbiamo giocato partite brutte, ora torniamo a fare l’Inter. Sono convinto e determinato in quest’idea”.

E’ il momento decisivo della stagione?
“E’ certamente importantissimo, la lotta al terzo posto vede tante squadre, abbiamo lasciato tanti punti per strada. Siamo determinati, dobbiamo ricominciare a correre per le prime posizioni. Poi ci sarà il Cluj, poi gli scontri diretti. Tra l’altro negli scontri diretti ci siamo sempre esaltati, ben vengano quel tipo di partite”.

Come sta Milito? E’ pronto per giocare dall’inizio?
“A Siena avrebbe già potuto fare qualche minuto ma col Dott. Combi abbiamo preferito non correre troppo. Ora c’è l’ok, Diego è carico, vuole dare il suo contributo all’Inter”.

Come sta Kuzmanovic? Come lo vedi dopo questi giorni?
“E’ un centrocampista centrale che può giocare a 2 o a 3, le cose migliori le fa davanti la difesa perché detta i tempi o fa da schermo alla difesa. Lui e Kovacic a Siena hanno fatto vedere le qualità”.

Come stanno Samuel e Cambiasso?
“La mancanza di Samuel è importante per noi, in campo e fuori, perché ha sostenuto la difesa. Il suo infortunio non deve essere affrettato, specialmente un calciatore come lui. Su Cambiasso posso dire che ho letto cose assurde. Lui voleva essere a Siena, per me è importante da uomo ancor prima che da calciatore, perché mi ha sempre dato il suo contributo. Non c’è nessun problema con lui”.

Cosa succede all’Inter in questo periodo?
“Non servono tanti giri di parole, a caldo ho già valutato tutto. Dobbiamo andare in campo per fare la partita, e non l’abbiamo fatto. Dovevamo essere vivi fino all’ultimo secondo, potremo perdere altre partite ma non voglio vedere più prestazioni come quelle di Siena. Dirò ai miei calciatori ciò che devo dire, a Siena abbiamo perso un punto e ora dobbiamo tornare a giocare come quando eravamo vicini alla testa della classifica. L’organico è stato integrato, adesso abbiamo il dovere di tornare a lottare per le prime posizioniVoi giornalisti siete bravi, ma non dirò mai prima a voi cosa dirò a loro. Abbiamo pianto fino alla mezzanotte di domenica, ma da lunedì abbiamo reagito. Le analisi fatele voi”.

Moratti ha detto che il Milan avendovi raggiunto può dare uno stimolo
“Sì, certamente il presidente intendeva che, in questa stagione, in situazioni difficili abbiamo tirato tutti qualcosa in più. Che il competitor si chiami Milan o Fiorentina cambia poco, con i rossoneri ci giochiamo un posto diretto, tra poche settimane c’è il derby, ma se si chiama Milan, Lazio, Fiorentina, cambia poco”.

Il cambio di modulo è dovuto anche all’organico integrato?
“Dipende anche da quello, ad esempio il rientro di Stankovic a centrocampo mi dà più opzioni. Anche prima però giocavamo a 4, oppure col tridente. Ci sono stati 6 mesi di lavoro e non bisogna dimenticarlo. Sono aumentate le variabili individuali, adesso ho una variante più completa, ma a prescindere da tutto dobbiamo tornare a giocare da Inter, giocandocela come fatto ad inizio campionato”.

Alla domanda di FcInterNews.it, Stramaccioni risponde così su Kovacic
“I numeri parlano per lui, ha collezionato 11-12 presenze in Champions League. Il campionato italiano è difficile, intenso tatticamente per un ragazzo giovane. Agisce perfettamente in tutte le zone del centrocampo, può agire in un centrocampo a 3, a 2, anche vertice basso. Poi bisogna inserirli in squadra. Io per adesso davanti la difesa ho bisogno di uno schermo, lui ha qualità tecniche superiore alla media, non difende la linea difensiva ma certamente oscilla tra queste posizioni. Non farà il trequartista come faceva da giovane, ma neanche nella Dinamo Zagabria ha mai ricoperto quella posizione”.

Balotelli cambierà l’equilibrio della lotta Champions?
“Il Milan ha preso un calciatore importante, ha fatto un investimento facendo le sue scelte. Hanno un attaccante forte in più, ma non ho particolari commenti da fare”.

Moratti ha detto che Schelotto non doveva essere schierato dall’inizio. E’ d’accordo?
“A Siena tutti hanno fatto male, anche se loro hanno costruito la loro vittoria sulla fascia sinistra, la nostra destra. Ma la sconfitta di Siena è di tutti, non di Schelotto, lasciamolo fuori dalla sconfitta di Siena”.

Come avviene il recupero dei nazionali?
“All’Inter da tempo ci sono tanti nazionali e devo fare i complimenti a tutti perché qui c’è un grande sistema di trasporti ma anche medico. Nagatomo, Pereira, Gargano, Guarin, hanno viaggiato tanto ma per Yuto non ci saranno particolarmente problemi domenica”.

La fiducia di Moratti, Andrea Stramaccioni, la sente ancora?
“Io non smetterò mai di ringraziare Moratti per la fiducia iniziale ma anche adesso, perché è un valore aggiunto. Già domenica sera abbiamo parlato tantissimo, ti dà una carica, secondo me è un valore aggiunto per me e per la squadra. Mi hanno fatto piacere le parole di Carrizo che ha detto di aver trovato un ambiente carico, le parole di Cassano lunedì le avete sentite, e lui è certamente una persona schietta. Questo è sintomo che tutti, e dico tutti, vogliamo dimostrare di non essere quelli di Siena. Non siamo morti”.

E’ già ipotizzabile pensare al tridente domani? Ci saranno chance magari per Alvarez?
“I calciatori che possono ricoprire la posizione d’attacco in un tridente sono 5, cioé Palacio, Cassano, Milito, Alvarez e Rocchi. E in più Schelotto quando c’è da spingere. Cassano, Palacio e Milito hanno dimostrato di poter mettere in difficoltà qualsiasi difesa e di poterlo fare ovunque. Non sarà possibile in tutte le partite schierarli tutti e tre, cercherò equilibrio. Adesso devono integrarsi i nuovi, ma devo proseguire il lavoro iniziato 6 mesi fa. In qualche partita è mancato equilibrio. Nella mia testa c’è l’idea di schierarli tutti e tre, ma non so da quale minuto”.

Come si può migliorare la struttura? 
“Qualche volta l’allenatore dell’Inter è chiamato a rispondere su più fronti, ma questa è una domanda da rivolgere col presidente. Io ho un ottimo rapporto con i direttori, ma adesso penso soltanto alla tattica. E’ ovvio che adesso manca un po’ di trend comune, 5-6 mesi fa su come migliorare o perfezionare la struttura non se ne parlava”.

Cosa rimane da sportivo leggendo ciò che è accaduto con Cipollini?
“Parlo da appassionato di sport e posso dire che è una sconfitta, questa è una mia visione. Ma lungi da me giudicare qualcuno, è certamente una sconfitta di tutti”.

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