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Giorno di vigilia in casa Inter. Domani, a mezzogiorno e mezza, si gioca contro il Parma. E’ la squadra che all’andata ha ferito i nerazzurri e che l’anno scorso mise fine ai sogni di Champions dei tifosi interisti. Quest’anno sembrano già sfumati da un po’, ma ci sono ancora sei partite da giocare. Andrea Stramaccioni non ha nessuna intenzione di mollare. Vuole chiudere al meglio, nonostante tutto. Nonostante infortuni che gli hanno decimato la squadra e nonostante quel toto allenatore che è già partito contraddicendo la conferma di Moratti che sa di non poter giudicare in toto il suo lavoro senza i giocatori migliori a disposizione. Ci sono cose positive da salvare e a quelle l’inter si aggrappa per continuare la sua ricostruzione. Il tecnico interista parla dalla sala stampa del Centro Sportivo ‘A. Moratti’ di Appiano Gentile. Vi riportiamo in diretta le sue parole:

– Si riparte dal Parma e dal pubblico di San Siro che ancora una volta ha dimostrato di essere vicina all’Inter…

Non che ce ne fosse bisogno, ma ancora una volta i tifosi hanno dimostrato quanto amano questa maglia. Credo che i tifosi abbiano capito anche in una stagione negativa che il nostro momento è oggettivamente difficile. Ci hanno sostenuto dal primo all’ultimo minuto. Credo che la forza con cui i miei calciatori hanno cercato il pareggio, nonostante non servisse più a nulla, sia stata apprezzata dal pubblico che ci ha sostenuto e lo spogliatoio se n’è accorto. 

 – Infortunati: perché la squadra è fragile da punto di vista muscolare?

In questo momento conta far parlare il campo. Il nostro futuro si chiama Inter-Parma. Questa è la mentalità che voglio. Veniamo da tre partite in cui non abbiamo fatto risultato, ma non abbiamo fatto male. In una situazione d’emergenza non mi interessano analisi pubbliche, ma mi interessa il risultato. 

– Se ancora noto lo stesso entusiasmo di Moratti?

Lui vuole portare l’Inter in alto. Sul campo non ci siamo riusciti, ma la sua voglia di rifare un’Inter forte la sento ogni volta che gli parlo. Sta lavorando con i suoi collaboratori per questo. 

– L’Europa League è importante o meglio evitare di giocarla?

L’Inter non può stare senza competizione europea, la nostra stagione è nata con una difficoltà maggiore. Il grande cambiamento tra giocatori in entrata e in uscita ha portato ad una lista che non siamo riusciti a fare al meglio, ma è importante essere in Europa anche se dalla porta secondaria. Cercheremo di fare del nostro meglio. 

 – Le critiche?

E’ normale che quando alleni l’Inter sei sotto una lente di ingrandimento enorme. Nel 2013 non siamo riusciti ad avere continuità. Credo che sia normale che veniamo criticati, io per primo. Se per voi il futuro è il trenta giugno, io penso a domani e sono concentrato sul Parma. 

– Come si lavora in questo momento? 

Sia  con l’Atalanta, sia con il Cagliari che con la Roma abbiamo dimostrato di giocare le partite con grande impegno e approccio mentale di un certo tipo. Non abbiamo fatto globalmente male e prima di passare in svantaggio abbiamo fatto meglio dell’avversario. Non posso rimproverare nulla ai miei ragazzi anche se siamo pochi, il nostro migliore modo per rispondere all’emergenza è far parlare il campo. Abbiamo approcciato nel migliore dei modi possibili alla partita, poi il gol dell’uno a uno ha cambiato tutto. 

– Rischi di pagare tu per tutti, per la preparazione, per come stanno andando le cose…

La vedo diversamente. Da fuori si va alla ricerca dei colpevoli. Si dice che si devono trovare le cose che non vanno. In questa stagione ci sono momenti diversi, due: lo staff medico e quello tecnico erano uguali nelle vittorie e nelle sconfitte. Gli infortuni ci hanno condizionato, abbiamo perso continuità, in parte per delle colpe nostre, mie per primo, ma quando siamo stati al completo o quasi siamo stati in grado di battere tutti. Al momento neanche la Juve ha battutto tutte le prime quattro in classifica. Quando c’eravamo eravamo da vertice. Quando abbiamo perso le certezze non siamo riusciti a mantenere quel livello. E’ innegabile che adesso c’è l’emergenza, non per il numero, ma soprattutto per il reparto. E lì non ti puoi inventare qualcosa di diverso. Anche nella gara contro la Roma, per me aumentare il potenziale d’attacco diventa difficile. L’Inter fino a Natale era tra le prime. Questa è l’analisi onesta, non è un alibi, ma va tenuto in considerazione. Adesso pensiamo solo al Parma. Il presidente e i suoi collaboratori fanno il loro lavoro e pensano al resto, io penso ad Inter Parma e la penso così. 

– Mai sentito solo quest’anno? 

Nel momento in cui qualcuno mi dice che il presidente ha un atteggiamento nei confronti della squadra e dell’allenatore di protezione, io non mi posso sentire solo. Per quanto riguarda i direttori qui ci sono tutti i giorni, siamo tutti sulla stessa barca, vedete la mia faccia è giusto che la metta io e se le cose vanno male sono io ad essere giudicato. Dopo il Napoli ero lo Special Two e vi dicevo di non dirlo. Io non mi sento nè scarso, nè lo Special Two. Il venti maggio, perché la stagione finisce prima del trenta giugno, saprete le intenzioni di Moratti e il futuro dell’Inter. 

– Il mercato di gennaio, solo Kovacic: non sei stato aiutato più di tanto…

Credo sia il mercato che può portare delle situazioni di acquisto in base a quello che c’è sul mercato. Con Kovacic abbiamo acquistato un giovane al top a livello europeo. L’Inter ha cambiato molto: tanti sono riusciti ad esprimersi e altri hanno oggettivamente dato il loro contributo: Palacio, Handanovic per esempio. Sembrano giocatori che c’erano anche prima, ma non è così. Qualcuno lo stiamo aspettando, come Pereira, che ancora non si è espresso al meglio, ma ci riusciranno perché io conosco il valore di questi ragazzi. 

– Palacio e Cassano come stanno? 

Si sono fatti male più o meno nello stesso momento. I medici parlano di secondo grado quindi i tempi di recupero sono lunghi. Vedremo le loro capacità di recuperare. Valuteremo: Rodrigo già ha iniziato a correre, Cassano ancora no.

– Nagatomo e la questione infortunio, dove si opererà?

Gioca con l’Inter e l’ultima parola spetta al club. Ovviamente si deve tenere conto della volontà del giocatore, ma l’importante è farlo tornare prima possibile che per noi è inizio della prossima stagione. L’operazione è imminente, poi si sceglierà insieme dove sarà operato. 

 – Penserai a chiudere in bellezza o penserai ai giovani? 

Queste due esigenze dovranno essere presenti entrambi nella mia testa e sono i principi che si seguono già dalla partita con la Roma. Jonathan ha fatto vedere le sue potenzialità a chi non lo conosceva bene, ha fatto una grande gara. Kovacic sta trovando la continuità di prestazioni ed è importante per il futuro. Ci sono anche sei- sette ragazzi convocati della Primavera. In più c’è Benassi e queste partite serviranno a capire chi dovrà andare a fare esperienza e chi invece potrà restare. 

– Ruben Botta, c’è il tuo zampino?

Quelli forti li ho presi tutti io (ride.ndr). Scherzo. Non siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi principali quest’anno, ma c’è stata condivisione sugli acquisti. Stiamo cercando di provvedere ad esterni, centrocampisti che riescono a saltare l’uomo nell’uno contro uno. Botta è bravo, ma giovane. Piano con i giudizi. 

– Kovacic sarà avanzato?

Con l’infortunio di Gargano e Cambiasso ho perso gli interditori. Perdendoli è più difficile tenere Mateo alto, Kuzmanovic da basso è meno a suo agio. La protezione della difesa non lo mette nelle condizioni migliori di esprimersi. Zanetti può ricoprire qualsiasi ruolo, ma Mateo mi serve dietro. Lui è interno di centrocampo a tre dove aiuta la difesa e la manovra. 

 – Chi vorresti a disposizione tra gli infortunati…

Joel Obi è stato il più sfortunato di tutti. Ho grande stima di lui. E’ da tanto in prima squadra, ma su di lui ho il rammarico peggiore perché c’è stato solo tre partite, tra i tanti giocatori che voglio vedere all’inizio della prossima stagione c’è lui e il mio in bocca al lupo va proprio a lui. 

 – Duncan ha fatto il primo gol…

Credo che Alfred e Samuele Longo sono i più pronti per la prossima stagione: li conosco bene. Livaja pure, ma è diversa la gestione perché c’entra la comproprietà con l’Atalanta. Loro due hanno dimostrato di poter rappresentare un buon prospetto per il futuro. Ed è stato un bene mandarli a fare esperienza perché sono cresciuti tanto. 

 – Credi di restare in futuro all’Inter?

Ne sono convinto. Non mi piace lamentarmi e non piangerò mai perché piangono i deboli. Ma ci è successo di tutto. C’è stata anche la gestione di situazioni delicate che rappresentano passaggi che dovevano essere fatti. Abbiamo posto le basi di una struttura di squadra per costruire una squadra competitiva. L’Inter cercherà di costruire in base ai giocatori presi e a quelli che prenderemo cercheremo di fare un’Inter forte. Non si può associare questo momento negativo ad una voglia di non far crescere l’Inter. Perché si vuole farla crescere dopo che siamo partiti da zero. 

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